Michele Curcio |
Biografia
L'artista Michele Curcio nasce a Catanzaro il 16/06/1957.
Sin dall'adolescenza emerge in lui una particolare versatilità per tutto cio che esprime emozioni e sensazioni che arricchiscono il patrimonio nell'intus dell'essere.
Nel 1982 inizia la sua attivita artistica nel campo della pittura, del restauro e del decoro.
II suo bisogno di confronto, caratteristica questa degli spiriti liberi, lo spinge a frequentare alcune botteghe d'arte del luogo dove l'incontro con alcuni galleristi segna la scintilla luminosa del suo excursus artistico:
Anno 1987 - Espone nei saloni del New Life di Catanzaro
Anno 1989 - Espone nella Sala Mostra dell'Arca CDT di Catanzaro
Anno 1994 - Espone nella Galleria d'Arte "Mattia Preti" di Catanzaro
Anno 1995 - Espone presso la Sala delta Provincia "A. Cefalì" di Catanzaro
Anno 1996 - Espone oleografie antiche da lui restaurate presso la Galleria d'Arte "Mattia Preti" di Catanzaro.
Anno 2004 - Espone nella Sala Mostra Palazzo Alemanni di Catanzaro
Tutte esperienze che hanno forgiato il suo animo, tanto da superare ogni possibile difficoltà nel suo percorso di "fare arte".
Dettato questo da cui lancia un messaggio simile ad un grido, che esprime tutto il suo "pathos", dove i colori, i materiali e gli stessi soggetti fanno un tutt'uno con quella dolce melanconia cresciuta con lui e che si frappone tra l'arte del bello e la realtà
esterna, segnata da un passaggio epocale che ne recita i suoi stessi sconvolgimenti esistenziali. E' chiaro allora come la sua variegata
dimensione artistica acquista rilievo e profondità di campo.
Riflessioni:
Sin dall'adolescenza mi è stata chiara una caratterizzazione del mio modo di esistere in questo mondo
la capacità immaginifica, in aperto contrasto con il modo della concretezza quotidiana, che ogni giorno pur ammiravo e percepivo negli altri.
Rimanevo colpito dal senso della realtà di chiunque mi circondasse, mentre l'emozione scaturita da un evento, un'immagine rimaneva dentro di me, appropriandosi di spazi che superavano quelli finiti del momento stesso dell'accadimento,
inducendomi a fruire della vita come di una successione di emozioni da amplificare fino a soverchiare, di prepotenza, la realtà stessa, assumendo un proprio esistere nell'animo, proseguendo, in una cascata di esperienze intimistiche, in spazi non tangibili eppure così sentiti e vivi da sfumare i confini col reale...
Nasceva così la pittura dalla mia mano, quale leggero strumento di narrazione e di concretizzazione alchemica di confine dei due mondi (reale e interiore) che coesistevano in me.

La pittura diveniva gradualmente parte di un mondo interiore, inesprimibile a parole, parallelo e forte, sentito e lontano... eppure vivo e palpitante di emozioni vissute... reali.
L'esperienza individuale di chi spontaneamente coglie e cerca "altro" nel corso di esperienze pur sempre provenienti dal reale fa sì che non sia stata necessaria la ricerca di studi accademici: era tutto così semplice, lì dentro, e trasfigurabile in attimi su una tela.
La tela, tela di sacco, successivamente anche i ciocchi di legno, materiali grezzi, reali, concreti e semplici, naturali, quasi che fossero in ovvia attesa di portare in sé un'immagine: mi sono parsi adatti a fissare le emozioni, le emozioni provenivano da me, eppure si lasciavano estrapolare dalla tela e dal legno.
Web site: www.michelecurcio.it
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